Traducibilità: un elemento prezioso per tutti

Spesso le aziende creano testi che, ahimè, non «funzionano» neanche nella lingua in cui sono stati concepiti. Capita che le traduzioni siano migliori dell’originale, ma per motivi di fedeltà al testo anche queste a volte risultano un po’... meccaniche. Un alto grado di traducibilità aiuta a risparmiare tempo e denaro e a produrre testi chiari e comprensibili per tutti gli stakeholder aziendali.

Nel caso di progetti multilingui, quindi, la cosa migliore che può capitare a un traduttore, terminologo o fornitore di servizi linguistici in generale è avere le mani in pasta fin dall’inizio. Mentre il copywriter si concentra sul contenuto e sulla strategia creativa, l’esperto multilingue riesce a «visualizzare» la traduzione ancora prima di eseguirla e può fornire consigli utilissimi sui vari elementi testuali. In questo modo contribuisce a rendere il testo funzionale e, per l’appunto, traducibile. Purtroppo questo «best case» di collaborazione precoce tra autori e traduttori è molto raro, ecco perché non resta che sensibilizzare le aziende sull’importanza della traducibilità.

Criteri di traducibilità

Oltre a traduttori e affini, a beneficiare di un grado di traducibilità elevato sarebbero in primis gli stessi autori, copywriter e responsabili della comunicazione. Infatti la traducibilità poco ha a che fare con il processo di traduzione in sé poiché è un fattore che riguarda esclusivamente il testo originale. I criteri che favoriscono la traducibilità variano a seconda della lingua e non sempre valgono per tutte le combinazioni linguistiche. Nel processo di traduzione quotidiano (e senza addentrarci troppo in complessi dettagli teorici) si può tuttavia osservare che gli elementi problematici di un testo sono quasi sempre gli stessi. Vediamo quali e come andrebbero gestiti.

1. Abbreviazioni

Evitare abbreviazioni, sigle e acronimi, se non diffusi e utilizzati a livello internazionale. In caso contrario, indicare il termine abbreviato per esteso oppure fornire un elenco completo delle abbreviazioni presenti nel testo.

3. Sintassi

Evitare le frasi troppo lunghe e il raggruppamento di più concetti in un’unica frase. Formulare frasi complete e di struttura preferibilmente lineare. Il riferimento degli elementi deittici deve essere inequivocabile.

2. Termini e locuzioni

Evitare forestierismi, dialettismi e neologismi. Se la strategia prevede creazioni lessicali, ok. A condizione che siano limitate e che vadano bene anche nelle altre lingue. In generale è consigliabile optare per un linguaggio internazionale.

4. Struttura

Organizzare bene titoli, paragrafi, enumerazioni e così via. Di norma se il testo presenta un alto livello di leggibilità e comprensibilità, il suo grado di traducibilità sarà altrettanto elevato. Laddove possibile, creare testi riutilizzabili.


Terminologia, corporate language e guide di stile

Per tutti gli autori di testi aziendali, dal giovane apprendista all’esperto di comunicazione, sarà ancora più facile seguire queste semplici regole se si dispone di strumenti linguistici sovraordinati, a mio avviso imprescindibili. Una terminologia aziendale coerente e ben definita, ad esempio, aiuta a scegliere il lessico appropriato, a decidere in caso di dubbio e a evitare le ambiguità. Corporate language e guide di stile, invece, favoriscono l’omogeneità linguistica, garantendo quindi la riconoscibilità dell’azienda allo stesso modo di loghi e colori. Il mio scarabocchio mostra gli elementi principali ordinati in un triangolo, dal più particolare al più generale, tenendo conto degli strumenti linguistici sovraordinati a destra (cliccare per ingrandire).

E per finire, un piccolo esempio

Questa frase è tratta da un progetto di traduzione per un sito web aziendale, il testo della pagina dedicata alla CSR era di circa 30 righe.

Mit unserem Engagement für Nachhaltigkeit fördern wir neuartige Projekte (wie z. B. NNP), um noch bessere nachhaltige Lösungen zu entwickeln und unsere Kunden für einen nachhaltigen Lebensstil zu sensibilisieren – weil wir der Zukunft verpflichtet sind.

Facciamo la prova con una traduzione esageratamente fedele (e ovviamente scarsa):

Con il nostro impegno per la sostenibilità promuoviamo progetti innovativi (come ad esempio NNP) atti a sviluppare soluzioni sostenibili ancora migliori e a sensibilizzare i nostri clienti a uno stile di vita sostenibile, perché il nostro impegno è volto al futuro.

Certamente la frase è completamente estrapolata dal contesto, ma si capisce subito che la traducibilità del testo originale, scritto tutto più o meno allo stesso modo, lascia a desiderare. In effetti l’adattamento della versione italiana è stato alquanto spinoso. Ai lettori l’ardua sentenza.

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Kommentare: 2
  • #1

    Teresa (Donnerstag, 19 Februar 2015 17:05)

    Ciao Patrizia,
    in effetti, l’ideale sarebbe poter collaborare con gli autori dei testi. Specie in fase di elaborazione di slogan che spesso devono essere reinventati. Ma quasi mai è possibile essere coinvolti fin dall’inizio nel progetto. Deve scattare allora l’occhio critico del traduttore. Ben venga, poi, la revisione, vuol dire che il committente ha una elevata sensibilità linguistica e punta a un testo di qualità.

    Buon lavoro e complimenti per il blog!
    Teresa

  • #2

    Patrizia (Donnerstag, 26 Februar 2015 21:32)

    Ciao Teresa,
    grazie mille per il commento! A proposito di slogan e marchi: la storia è piena di esempi di traduzioni e soprattutto di creazioni sbagliate, come mostra questa divertente raccolta: http://www.i18nguy.com/translations.html
    Troppo tardi per tornare indietro ;-)
    Un caro saluto,
    Patrizia


Patrizia Napoli 

Fachübersetzerin MA · Traduttrice specializzata MA

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